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Pensare alla pensione di un bambino appena nato può sembrare eccessivo.
In realtà, è una delle decisioni più intelligenti che un genitore (o perchè no, anche un nonno) possa prendere quando ragiona in ottica di lungo periodo.

Il sistema pensionistico pubblico italiano, gestito dall’INPS, è basato sul principio contributivo: quello che riceverai domani dipende da quanto avrai versato durante la tua vita lavorativa. Le nuove generazioni entreranno nel mondo del lavoro più tardi, con carriere spesso discontinue. Questo significa, con buona probabilità, pensioni più basse rispetto al reddito percepito durante l’attività lavorativa.

Ecco perché iniziare prima fa la differenza.

Aprire un fondo pensione a un figlio minorenne significa dargli un vantaggio enorme: il tempo. Un versamento fatto quando un bambino ha pochi anni può restare investito per 60 o 70 anni. Avere un orizzonte temporale così lungo permette all’interesse composto di fare la parte del leone: piccoli versamenti oggi avranno tutto il tempo necessario per crescere in maniera esponenziale.

Il contributo regionale per chi vive in FVG

La Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia è una delle poche regioni italiane che ha deciso di incentivare concretamente la previdenza complementare per i figli minorenni. 

Il riferimento legislativo è la  Legge regionale del 10 dicembre 2021 n. 22, resa operativa a partire dal 2023

Se sei residente in Friuli Venezia Giulia, hai la Carta Famiglia attiva e rispetti i requisiti previsti (ISEE entro 35.000 euro), puoi ottenere un contributo di 200 euro per ciascun figlio minorenne per cui hai attivato un fondo pensione.

Come funziona in pratica?

È sufficiente aver versato almeno 300 euro nell’anno precedente su un fondo pensione intestato al figlio minorenne. Presentando domanda online nei tempi stabiliti dalla Regione (generalmente tra marzo e maggio), e allegando la documentazione richiesta, puoi ricevere il contributo regionale.

In sostanza:

  • versi almeno 300 euro in questo anno
  • il prossimo anno presenti apposita domanda
  • La regione eroga un contributo (200€ nel 2025)* che viene direttamente accreditato nel fondo pensione e incrementa la posizione previdenziale del figlio.

È una misura che può essere richiesta ogni anno, purché siano rispettati i requisiti. E il contributo regionale si aggiunge ai vantaggi fiscali previsti a livello nazionale.

Infatti, i versamenti effettuati su un fondo pensione intestato a un figlio fiscalmente a carico sono deducibili dal reddito del genitore fino al limite complessivo annuo di 5.300 euro. Questo significa ridurre l’imponibile e pagare meno imposte.

Il fondo pensione, inoltre, gode di una tassazione agevolata nel lungo periodo: le prestazioni finali sono tassate tra il 15% e il 9%, con una riduzione progressiva in base agli anni di partecipazione. Fissando la data di inizio in tenera età, quando andrà in pensione godrà sicuramente della tassazione minima del 9%.

Sommando:

  • incentivo regionale,
  • deducibilità fiscale,
  • tassazione agevolata,
  • orizzonte temporale lunghissimo,

si capisce perché questa scelta sia una leva molto potente.

Naturalmente non è una soluzione universale per tutti. Prima di attivarlo è giusto capire bene come funziona e se si adatta alla propria situazione.

Per questo, qui sotto trovi una sezione di domande e risposte semplici, pensate per chiarire i dubbi più comuni.

 


FAQ – Fondo pensione per figli minorenni: quello che devi sapere

 

Posso davvero aprire un fondo pensione a mio figlio minorenne?

Sì. Il genitore o tutore può aderire a un fondo pensione intestandolo al minore. Il titolare della posizione è il figlio, anche se la gestione pratica iniziale è in capo al genitore.

Il fondo pensione è bloccato fino alla pensione?

È uno strumento pensato per il lungo periodo, ma non è completamente bloccato.
Sono previste anticipazioni per:

  • spese sanitarie gravi,
  • acquisto o ristrutturazione della prima casa,
  • ulteriori esigenze dopo almeno 8 anni di iscrizione.

Non è uno strumento di liquidità immediata, ma non è nemmeno “intoccabile”.

I soldi restano davvero al figlio?

Sì. Il capitale accumulato è patrimonio del figlio. In caso di separazione, decesso del genitore o altre vicende familiari, la posizione rimane intestata al minore. 

Quali sono i rischi?

Il fondo pensione investe nei mercati finanziari. Il livello di rischio dipende dalla linea scelta (garantita, obbligazionaria, bilanciata, azionaria). Su orizzonti molto lunghi, le oscillazioni tendono ad attenuarsi, ma è importante scegliere con criterio.

I fondi pensione sono vigilati dalla COVIP, che controlla il rispetto delle regole e la trasparenza.

È meglio un fondo pensione o un altro strumento per i figli?

Dipende dall’obiettivo.

Se l’obiettivo è la pensione futura, il fondo pensione è fiscalmente molto efficiente.

Se l’obiettivo è avere liquidità tra 10 o 15 anni (università, acquisto auto), potrebbero essere più adatti strumenti diversi: si perde ogni possibile vantaggio fiscale, ma se ne beneficia in flessibilità

Il fondo pensione ha una logica precisa: costruire una rendita integrativa futura. Le anticipazioni ed i riscatti, benchè possibili se rispettati i criteri di legge, dovrebbero più essere visti come “salvagente” in caso di necessità, non come parte integrante della strategia di investimento.

Vale la pena farlo anche se si versa poco?

Versare almeno 300 euro e riceverne 200 come contributo significa partire con un vantaggio immediato importante. E puoi riceverlo per ogni figlio a cui hai effettuato tale versamento. Oltretutto, chi ha fiscalmente a carico i figli può godere della deduzione fiscale. La domanda corretta da porsi dovrebbe essere: perchè non farlo?

 

*Nota importante: da quando è stata istituita tale legge ad oggi, il contributo erogato dalla Regione è sempre stato pari a 200€, ma è opportuno specificare che tale contributo viene stabilito annualmente con deliberazione della Giunta, e potrebbe quindi essere suscettibile di cambiamenti. Si rimanda al sito della Regione Friuli Venezia Giulia per saperne di più 

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Carlo Artuso

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