Quando si parla di pensione complementare, l’attenzione si concentra quasi sempre su quanto versare e quanto si può dedurre.
Ma c’è un momento altrettanto decisivo, spesso sottovalutato: come verrà erogato il capitale a scadenza.
La Legge di Bilancio 2026 interviene proprio su questo punto, ampliando le modalità di uscita dal fondo pensione e introducendo nuove forme di rendita e di erogazione frazionata, con regole e fiscalità differenti rispetto al passato.
Le regole “storiche”: capitale e rendita vitalizia
La previdenza complementare prevedeva, fino allo scorso anno, l’erogazione della rendità vitalizia o in alternativa la possibilità di farsi erogare una parte in forma capitale non superiore al 50%
L’erogazione del 100% in forma capitale veniva concessa solo se “la rendita derivante dalla conversione di almeno il 70% del montante finale è inferiore al 50% dell’assegno sociale INPS”.
Volendo semplificare questo calcolo e fare un esempio comprensibile, possiamo dire che indicativamente ad oggi, se a 67 anni hai accumulato meno di 80.000-90.000€, potrai beneficiare del montante in forma di capitale
Con la Legge di Bilancio 2026:
- Di base, verrà erogata una rendita vitalizia
- per chi volesse ritirare una parte in una soluzione unica, la quota di montante ritirabile in capitale sale dal 50% al 60%
- restano valide le soglie che consentono l’erogazione del 100% in capitale secondo la regola di cui sopra
Nessuna modifica fiscale su queste forme:
Che tu voglia prendere una pensione integrativa vitalizia o che tu voglia optare per il capitale, la Legge di bilancio 2026 non cambia la fiscalità.
Continua infatti ad applicarsi l’aliquota agevolata del 15%, ridotta dello 0,30% per ogni anno oltre il 15° di partecipazione al fondo, fino a un minimo del 9% dopo 35 anni di partecipazione
La vera novità: nuove modalità di erogazione
La riforma introduce strumenti pensati per chi cerca più flessibilità, ma con un trattamento fiscale diverso.
1- Rendita a durata definita (legata all’aspettativa di vita)
È una rendita non vitalizia, erogata per un periodo determinato sulla base delle tabelle di mortalità.
In pratica:
-
- il capitale viene trasformato in una rendita
- la durata è predefinita, l’importo determinato sulla base dell’aspettativa di vita
- alla scadenza, la prestazione termina
2- Prelievi liberamente determinabili (entro limiti precisi)
Accanto alla rendita a durata definita, la norma introduce una modalità più flessibile.
Il pensionato può:
-
- decidere autonomamente quanto prelevare
- quando prelevare
Ma con un vincolo fondamentale: non si può eccedere, in ciascun momento, l’importo delle rate che sarebbero già maturate e non ancora percepite nella rendita a durata definita
In altre parole:
-
- non è un prelievo illimitato
- la flessibilità è ancorata a una rendita “virtuale” di riferimento
3- Erogazione frazionata per un periodo non inferiore a 5 anni
È prevista anche una forma di erogazione frazionata, con caratteristiche simili all’attuale RITA, ma applicata alla fase finale.
In estrema sintesi, scegli in quanti anni vuoi che ti venga erogato il montante (durata minima di 5 anni) e godrai quindi di un capitale erogato per un periodo da te liberamente scelto
Perchè valutare attentamente queste nuove opzioni?
Le nuove soluzioni di rendita vogliono essere una soluzione intermedia tra la rendita vitalizia e il prelievo in capitale, pensate per chi vuole certezza temporale e non rischiare che, se vieni a mancare dopo poco tempo dal pensionamento, i tuoi soldi restino all’assicurazione (è prevista infatti per legge la corresponsione del maturato non goduto ai beneficiari di polizza). E’ vero che molte polizze assicurative (Fondi Pensioni Aperti, Piani Individuali di Previdenza) prevedevano già diverse forme di controassicurazione del capitale “non goduto” dal’assicurato, ma qui la novità è che queste forme vengono istituite per legge e interessaranno quindianche i Fondi Pensione di Categoria.
Attenzione alla fiscalità
Qui sta uno dei punti più delicati della riforma. La fiscalità resterà invariata per la corresponsione in forma capitale e in rendita vitalizia, cambierà invece per le nuove forme di cui sopra in cui si applicherà un regime distinto:
-
- aliquota del 20%
- riduzione dello 0,25% per ogni anno oltre il 15°
- con aliquota minima del 15%
La forma di erogazione in rendita scelta influenza direttamente la tassazione finale, non solo la gestione dei flussi di denaro.
Capitale, rendita o soluzioni ibride: cosa conviene scegliere davvero?
Non esiste una scelta “giusta” in assoluto.
Esiste una scelta coerente con la situazione personale.
E soprattutto, è importante che tu sappia che finchè non arriva il momento di andare in pensione, nessuno ti chiederà di fare una scelta.
E’ quando andrai in pensione che dovrai considerare se avrai altre fonti di reddito, qual’è il tuo stato di salute, quale sarà l’aspettativa di vita, le tue necessità di liquidità, carichi familiari eccetera.
Ma soprattutto, ciò che conta di più è quanti soldi ci saranno all’interno. Se non raggiungerai infatti certe soglie di capitale, le tue opzioni a scadenza… di fatto si ridurranno.
Il migliore consiglio che ti possiamo darti oggi è
investi nel fondo pensione più che puoi, quando puoi, con il maggior grado di rischio che sei disposto a tollerare
Più alto sarà il capitale finale, più avrà senso percorrere insieme le varie opzioni a scadenza!



