Quando si compila l’ISEE, una delle domande più frequenti è sempre la stessa:
le polizze assicurative vanno dichiarate oppure no?
La confusione nasce dal fatto che non tutte le polizze incidono sull’ISEE.
Alcune sì, altre no. E spesso non è chiaro il motivo.
In questo articolo spieghiamo in modo semplice quali polizze devono essere dichiarate ai fini ISEE, quali sono escluse e come evitare errori che possono creare problemi in seguito.
ISEE e polizze assicurative: il principio da capire
L’ISEE serve a misurare la situazione economica reale di una persona o di una famiglia.
Per farlo, tiene conto anche del patrimonio mobiliare, cioè di tutto ciò che può essere trasformato in denaro.
Le polizze assicurative contano solo se rappresentano un valore economico disponibile.
Se non posso rientrare in possesso del capitale presente all’interno della polizza (sia totalmente che parzialmente), allora non rientra nell’ISEE.
Per capire se una polizza va dichiarata, basta quindi porsi una domanda molto concreta:
“Se oggi decidessi di chiuderla, potrei ottenere dei soldi?”
- Se la risposta è sì, la polizza va dichiarata nell’ISEE
- Se la risposta è no, non va dichiarata
Le polizze che DEVONO essere dichiarate nell’ISEE
Vanno dichiarate tutte le polizze che, al 31 dicembre dell’anno precedente, hanno un valore di riscatto, cioè un importo che può essere incassato.
Premi unici o versamenti periodici non fa differenza. Per l’ISEE non cambia nulla se hai versato tutto in una volta (premio unico) oppure versi poco alla volta (piano di accumulo, PAC).
Ciò che conta è semplicemente se alla fine c’è del denaro che puoi incassare.
Vediamo le principali tipologie:
- Le polizze vita tradizionali, i cui premi versati confluiscono in una gestione separata, con una crescita graduale del capitale nel tempo.
Spesso è prevista anche una garanzia sul capitale investito, caratteristica che rende queste polizze percepite come “sicure”. - Le polizze vita in cui il capitale viene investito nei mercati finanziari. Il valore della polizza segue l’andamento di fondi o indici e può quindi salire o scendere nel tempo. Anche qualora il capitale al 31/12 fosse inferiore rispetto a quanto versato, il valore di riscatto va sempre dichiarato ai fini ISEE.
- Le polizze di capitalizzazione: sono contratti che non hanno un vero rischio legato alla vita dell’assicurato. Sono strumenti pensati esclusivamente per accumulare capitale, spesso molto simili a un investimento finanziario.
Anche se non intendi riscattarle, vanno comunque dichiarate. Per il calcolo dell’’ISEE non contano le intenzioni, come non conta la durata commerciale del contratto. Se una polizza può essere chiusa e trasformata in denaro, allora fa parte del patrimonio e va indicata nell’ISEE.
Le polizze che NON vanno dichiarati ai fini ISEE
Non tutte le polizze incidono sull’ISEE.
In generale, non vanno dichiarate quelle che servono solo a proteggere da un rischio futuro e che non permettono di incassare denaro.
- Polizze temporanee caso morte: sono quelle polizze che servono solo a tutelare i familiari in caso di decesso tramite un indennizzo in forma capitale. non accumulano soldi e quindi non hanno alcun valore di riscatto
- Polizze infortuni e malattia: anche qui non c’è alcun capitale esigibile, solo prestazioni indennitarie (come in caso di invalidità permanente) o rimborsi (per spese mediche)
- Polizze di non autosufficenza (Long Term Care): queste polizze prevedono la corresponsione di una rendita vitalizia in caso di non autosufficienza. Anche per queste polizze non è possibile richiedere il riscatto, di conseguenza non vanno dichiarate
…e fondi pensione e previdenza complementare?
I fondi pensione generano spesso dubbi, ma la regola è chiara.
Anche se sono una forma di risparmio, non vanno dichiarati nell’ISEE, perché non sono liberamente riscattabili. Sono vincolati alla pensione e si può accedere ad anticipazioni e riscatti solamente se si rispettano determinati requisiti stabiliti dalla legge: non è quindi denaro liberamente disponibile.
Contraente, assicurato e beneficiario: chi deve dichiarare la polizza?
Un altro dubbio frequente riguarda le persone coinvolte nella polizza.
La regola è semplice:
La polizza va dichiarata da chi è contraente. E’ solo il contraente infatti che ha il diritto di riscattare la polizza, e può quindi rientrare in possesso anticipato del denaro. Se una persona è solo l’assicurato o il beneficiario, non deve dichiarare la polizza nell’ISEE.
Posso fidarmi dell’ISEE precompilato?
L’ISEE precompilato è un aiuto, ma bisogna fare i dovuti controlli perchè non è sempre completo.
Alcune polizze potrebbero non risultare automaticamente, soprattutto se vecchie. Per questo motivo, vi consigliamo di prendere contatto con la nostra agenzia per richiedere le certificazioni ISEE, saremo felici di potervi aiutare!



