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Con la Legge di Bilancio 2026 la previdenza complementare entra in una nuova fase. Per i lavoratori del settore privato di prima occupazione, l’adesione al fondo pensione non passa più da una scelta iniziale esplicita, ma avviene in modo automatico, salvo rinuncia.

Fino ad oggi infatti, se non si esprimeva la volontà di aderire alla previdenza complementare, il TFR restava in azienda o (nelle aziende di grandi dimensioni) confluiva automaticamente nel fondo di tesoreria INPS.


Una modifica rilevante, che punta ad aumentare la partecipazione ai fondi pensione e a favorire una pianificazione previdenziale più precoce, ma che introduce anche nuovi obblighi informativi e possibili criticità operative.

Capire come funziona il nuovo meccanismo è fondamentale, perché dal 2026 anche il “non decidere” produce effetti concreti.

Cos’è l’adesione automatica alla previdenza complementare

L’adesione automatica alla previdenza complementare è un meccanismo che prevede l’iscrizione automatica del lavoratore a un fondo pensione, senza che sia necessaria una scelta iniziale esplicita.
Il lavoratore mantiene comunque il diritto di rinunciare o modificare la propria decisione, ma solo entro un termine preciso.

La logica alla base della riforma è semplice: superare l’inerzia decisionale che spesso porta a rimandare la pianificazione previdenziale, soprattutto nei primi anni di lavoro.

Chi sono i lavoratori coinvolti dal nuovo meccanismo

La novità riguarda i lavoratori del settore privato di prima occupazione, assunti a partire dal 2026. Per questi soggetti, l’adesione automatica alla previdenza complementare scatta fin dall’inizio del rapporto di lavoro.

Il fondo pensione di riferimento non è scelto liberamente in questa fase iniziale, ma è quello previsto dal CCNL applicato, da eventuali accordi territoriali o da accordi aziendali. È quindi il contesto contrattuale a determinare il fondo di destinazione.

TFR e fondo pensione: come funziona il conferimento automatico

Con l’adesione automatica, il TFR confluisce automaticamente nel fondo pensione. Insieme ad esso, vengono versati anche il contributo del lavoratore e quello del datore di lavoro, se previsti dal contratto collettivo di riferimento, come stabilito dai commi 204 e 7–7-quinquies della Legge di Bilancio 2026.

Si tratta quindi di una differenza sostanziale rispetto al passato che punta ad aumentare le percentuali di adesione, ancora non soddisfacenti, alla previdenza complementare.

Il termine dei 60 giorni e il diritto di rinuncia

Dal momento dell’assunzione decorre un periodo di 60 giorni, durante il quale il lavoratore può esercitare una scelta diversa. Entro questo termine è possibile rinunciare all’adesione automatica, indicare una forma pensionistica alternativa o scegliere una diversa destinazione per il TFR.

È importante sottolineare che, in assenza di qualsiasi indicazione entro i 60 giorni, l’adesione automatica al fondo pensione di categoria previsto dal CCNL diventa definitiva. Il silenzio, quindi, equivale già ad una scelta.

Vantaggi e criticità dell’adesione automatica

Dal punto di vista previdenziale, il nuovo sistema favorisce una maggiore diffusione dei fondi pensione e consente di iniziare prima ad accumulare una pensione integrativa. Per molti lavoratori questo significa beneficiare fin da subito del contributo del datore di lavoro e costruire una posizione previdenziale con un orizzonte temporale più ampio.

Accanto ai vantaggi emergono però alcune criticità. Il rischio principale è quello di adesioni poco consapevoli, dovute alla mancanza di informazioni chiare nei primi giorni di lavoro. Anche per le aziende e gli uffici del personale il nuovo meccanismo richiede maggiore attenzione, soprattutto nella gestione delle comunicazioni e delle scadenze.

E se cambi lavoro cosa succede?

Per i lavoratori del settore privato non di prima occupazione, l’adesione automatica alla previdenza complementare non è prevista. La Legge di Bilancio 2026 introduce però un rafforzamento degli obblighi informativi a carico del datore di lavoro.

Diventa centrale la verifica di eventuali adesioni previdenziali già esistenti e la corretta gestione del Modulo TFR2, per evitare errori, duplicazioni o conferimenti non coerenti con la posizione del lavoratore.

Perché informarsi è fondamentale fin dall’assunzione

L’adesione automatica alla previdenza complementare segna un cambio di approccio profondo. Di fatto, responsabilizza il lavoratore nell’effettuare una scelta consapevole.

In questo contesto, informarsi fin dall’assunzione è essenziale. Perché dal 2026, nella previdenza complementare, non decidere non significa restare fermi: significa lasciare che qualcun altro scelga per te.

Se stai facendo l’ingresso nel mondo del lavoro o se hai recentemente cambiando azienda, siamo a disposizione per darti tutti gli strumenti utili per effettuare una scelta consapevole!

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Carlo Artuso

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