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Obbligo conferimento del TFR al Fondo di Tesoreria INPS: cosa cambia nel 2026

e come le aziende possono beneficiare della previdenza complementare

 

La gestione del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) è un tema cruciale per le aziende con dipendenti. In seguito all’emanazione della Legge di Bilancio 2026, le regole relative al conferimento del TFR al Fondo di Tesoreria INPS cambiano significativamente, sia per le imprese che superano determinate soglie di organico sia per tutte le aziende che vogliono ottimizzare la gestione dei propri TFR.

Questo articolo è rivolto a imprenditori di aziende con dipendenti, responsabili HR e consulenti del lavoro: scopri cosa cambia rispetto al passato e quali vantaggi fiscali e operativi puoi ottenere.

Il TFR e il Fondo di Tesoreria INPS: breve riepilogo

Il Fondo di Tesoreria INPS garantisce ai dipendenti la sicurezza del TFR ed eroga il TFR al posto dell’azienda, ma di fatto utilizza tali risorse per esigenze di finalità pubblica (anche se resta però di esclusiva proprietà del lavoratore), ed impone obblighi precisi alle aziende che vi devono versare il trattamento maturando.

Fino al 2025, l’obbligo di conferimento del TFR al Fondo di Tesoreria INPS riguardava solo le aziende che:

  • Avevano più di 50 dipendenti nel 2006, oppure
  • Se nate dopo il 2006, raggiungevano tale soglia nel primo anno di attività.

Le aziende che non avevano questi requisiti potevano continuare a gestire internamente il TFR o destinarlo a fondi pensione aziendali o complementari.

Cosa cambia dal 2026

Con la Legge di Bilancio 2026, cambiano le regole relative al conferimento del TFR al Fondo di Tesoreria INPS.

Fino al 2025, l’obbligo riguardava le aziende che avevano più di 50 dipendenti nel 2006 o, per le aziende nate successivamente, quelle che raggiungevano questa soglia nel primo anno di attività. In pratica, il criterio era statico e legato a un momento preciso nel tempo.

Dal 2026, invece, la soglia sarà monitorata costantemente e calcolata sulla media annua dei dipendenti, rendendo l’obbligo dinamico e più aderente alla reale dimensione aziendale.

  • Nel biennio 2026‑2027, il TFR dovrà essere conferito al Fondo INPS se la media annua dei dipendenti è pari o superiore a 60.
  • A partire dal 2032, questa soglia scenderà a 40 dipendenti o più.

Questo cambiamento significa che anche le aziende in crescita dovranno pianificare con anticipo i flussi di TFR, per rispettare gli obblighi senza rischiare sanzioni o problemi contabili.

Vantaggi per tutte le imprese: TFR in previdenza complementare

Anche per le aziende che non raggiungono le soglie di obbligo per il Fondo di Tesoreria INPS, trasferire la totalità o una parte significativa del TFR in forme di previdenza complementare può rappresentare un’opportunità concreta, sia dal punto di vista fiscale sia dal punto di vista operativo.

Il trasferimento del TFR a un fondo pensione offre diversi vantaggi immediati:

  • Deducibilità dal reddito d’impresa: il TFR versato al fondo pensione è deducibile fino al 4%; per le imprese con meno di 50 dipendenti la deducibilità sale al 6% (art.10, comma 1, D.Lgs. 252/2005).
  • Riduzione degli oneri impropri: versare il TFR a un fondo pensione riduce gli oneri impropri dello 0,28% del monte retributivo correlato al TFR (art.10, comma 3, D.Lgs. 252/2005).
  • Esonero dal contributo al Fondo di Garanzia del TFR: i versamenti al fondo pensione non sono soggetti al contributo dello 0,2% del monte retributivo (art.10, comma 2, D.Lgs. 252/2005).
  • Riduzione degli oneri previdenziali sui contributi aggiuntivi: per i contributi versati al fondo pensione (escluso il TFR), il datore di lavoro paga solo il contributo di solidarietà del 10% invece del 23,81% ordinario (art.16, comma 1, D.Lgs. 252/2005).
  • Semplificazione della gestione del TFR: l’azienda è esonerata dalla rivalutazione del TFR e dal versamento dell’imposta sostitutiva del 17%, e non deve più gestire anticipi di denaro ai dipendenti, perché la liquidazione avviene direttamente tramite il fondo.

In pratica, anche le aziende che non sono soggette all’obbligo INPS possono trarre vantaggio dalla previdenza complementare, ottenendo risparmi fiscali, maggiore liquidità e semplificazione amministrativa, oltre a offrire ai propri dipendenti una forma di tutela previdenziale aggiuntiva.

 

Trasforma il TFR in un vantaggio per la tua impresa

Il 2026 segna un cambiamento importante nella gestione del TFR per le aziende italiane: le regole sul conferimento al Fondo di Tesoreria INPS diventano più dinamiche e basate sulla media annua dei dipendenti, mentre tutte le imprese, anche quelle al di sotto delle soglie, possono beneficiare dei vantaggi della previdenza complementare.

Pianificare in anticipo permette di evitare sanzioni, ottimizzare la liquidità e semplificare la gestione amministrativa, offrendo allo stesso tempo una tutela aggiuntiva ai dipendenti.

Se sei interessato e vuoi capire come applicare questi vantaggi nella tua azienda, contattaci: il nostro team ti guiderà passo passo nella gestione del TFR e nella scelta delle soluzioni più adatte alla tua realtà.

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Carlo Artuso

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